La medicina naturopatica oppure naturopatia è una pratica di medicina alternativa, con cui viene gestita la salute di un paziente principalmente stimolando la capacità innata del corpo di autoguarigione o ritorno all'equilibrio che è denominato dalle scienze mediche omeostasi. Le pratiche naturopatiche possono essere molto varie: massaggi, idroterapia, cromopuntura/cromoterapia, floriterapia, aromaterapia e molte altre. Questa scuola di pensiero è nata alla fine dell'ottocento negli USA e si è poi diffusa nel resto del mondo in varie forme.Indice[nascondi]
1 Etimologia
2 Principi
3 Storia
3.1 Paesi anglosassoni
3.2 Germania
3.3 Paesi mediterranei
4 Legislazione europea
5 Legislazione extraeuropea
6 Naturopatia tradizionale e medici naturopati
6.1 Naturopati tradizionali
6.2 Medici naturopati o naturopathic doctors
7 Massime basilari di naturopatia
7.1 Sostenere i metodi di auto-guarigione dell'organismo
7.2 Identificare e curare la causa del disagio o della malattia
7.3 Primum nihil nocere oppure il minor danno
7.4 Curare la persona integralmente
7.5 Fungere da insegnante
7.6 Prevenire
8 Valutazioni
9 Bibliografia
10 Note
11 Voci correlate
12 Collegamenti esterni
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Etimologia [modifica]
Il significato odierno più accreditato della parola "naturopatia" è "sentiero della natura" per mantenere o ripristinare lo stato di benessere. Il termine fu coniato nel 1895 dall'americano John Scheel, medico di New York, ed ha le sue radici nelle parole inglesi "nature" e "path", da cui "nature's path", "sentiero della natura".
Controverso rimane il significato etimologico fatto risalire alla parola latina "natura" ed alla parola greca "pathos" (simpatia, empatia, sentimento, sofferenza) il cui risultato più logico sembrerebbe essere "empatia con la natura".
Non esistono derivazioni dalla parola omeopatia, che peraltro designa una dottrina completamente diversa dalla naturopatia se non per la visione olistica dell'individuo che le accomuna.
Nel 1902 Scheel autorizza Lust, discepolo di padre Kneipp trasferitosi dalla Germania negli USA nel 1892, ad utilizzare il termine naturopatia per descrivere la raccolta eclettica di dottrine sulla guarigione naturale. Tale termine si è diffuso negli USA, nel Regno Unito e nel Commonwealth, ed è stato anche riconosciuto dall'
Principi [modifica]
La naturopatia sostiene che è auspicabile prevenire la malattia mantenendo o ripristinando l'equilibrio energetico della persona. La malattia è, nell'ottica naturopatica, conseguenza di uno squilibrio energetico, la correzione di tale squilibrio determina la scomparsa dei sintomi.
La naturopatia differisce dalla medicina allopatica (ovvero la medicina "tout court") in quanto:
considera la malattia conseguenza di uno squilibrio energetico (principio proprio della medicina tradizionale cinese)
ha un approccio "olistico" nei confronti del paziente ("completo", teso ad una valutazione globale). La valutazione del singolo caso non si basa sull'esame del/dei sintomi ma sull'esame del terreno della persona e dei fattori esogeni con cui entra continuamente in contatto (es. agenti patogeni, componenti geobiologiche dell'abitazione) e sullo stile di vita del soggetto, al fine di individuare ed eliminare quelli originanti lo squilibrio energetico.
Il riequilibrio energetico può essere attuato anche tramite specifiche tecniche di massaggio o cromopuntura che si basano sugli stessi principi dell'agopuntura nella medicina tradizionale cinese: la stimolazione di specifiche aree corporee è attuata con metodi non invasivi (es. digitopressione) sulle stesse aree sottoposte a stimolazione con la tecnica agopuntoria.
La naturopatia non si pone come sostituto della cosiddetta medicina allopatica, ma come strumento complementare in una ottica secondo cui l'approccio alla malattia può essere attuato con modalità di intervento differenti ed aventi azione sinergica. I naturopati, ad esempio, non sostengono di poter eliminare il cancro, piuttosto sostengono di poter contribuire a prevenirlo integrando le terapie.
Storia [modifica]
La storia e la divulgazione della naturopatia varia da paese a paese. Questo fatto è legato alla legislazione sanitaria dei diversi paesi, dove ancora oggi si riscontrano divergenze di valori in diritto anglosassone (habeas corpus) e diritto romano.
Il '600 è sotto l'influsso delle grandi scoperte di Newton, Pascal, Kepler, Galileo e si hanno due indirizzi: la scuola degli Iatrochimici e degli Iatromeccanici, con il tentativo di mettere la medicina sotto il dominio delle scienze esatte. Nascono i primi giornali scientifici, e dalla grande collaborazione fra scienze naturali e medicina nasce la medicina sperimentale. Con le grandi epidemie di peste, vaiolo e tifo (Manzoni cita quella del 1629-1631) si hanno più di un milione di vittime solo nell'Italia settentrionale; si studiano difterite e scarlattina e torna dovunque l'interesse per la difesa sociale e legislativa, insieme alle disposizioni igieniche. Il '700 vede un nuovo ordinamento sistematico della scienza, mentre l'influsso della filosofia sulla medicina si fa sentire specie in Germania (Kant).
L'indirizzo sistematico si manifesta soprattutto nelle opere di due grandi medici:
Friedrich Hoffmann afferma che la nostra conoscenza è limitata essendo fondata sui sensi e la malattia è il tentativo dell'anima per ristabilire l'ordine della vita nel modo più rapido e sicuro.
Georg Ernst Stahl che parla dell'anima come principio supremo della vita.
Errori nella pratica caratterizzano questo indirizzo, a cui resta però il grande merito di aver intravisto la verità di una concezione vitalista o dinamica. William Culler di Edimburgo evidenzia l'importanza del sistema nervoso, mentre il suo allievo J. Brown, con il suo sistema browniano, afferma che la vita nella sua essenza non è uno stato normale, ma costretto e mantenuto da continui stimoli (sedativi e salassi fanno parte della cura). Dall'orientamento verso la sistematica hanno origine altri sistemi come il mesmerismo o magnetismo animale: contemporaneo è Samuel Hahnemann, medico tedesco, che sollecita le difese naturali dell'organismo (dynamis), e individua il meccanismo che ha portato il paziente alla rottura di quell'equilibrio che lo avrebbe altrimenti difeso dalla malattia. Sviluppa il concetto di "similitudine" ed è considerato il padre della dottrina omeopatica.
Il XIX secolo vede il consolidamento della posizione della scienza medica, l'ordinamento degli studi e dell'esercizio professionale. Le grandi correnti intellettuali, sociali e politiche influenzano molto la medicina, così come i progressi della fisica e della chimica. Si passa dalla concezione microbiologica a quella neo-ippocratica con due indirizzi: clinico-curativo e igienico–preventivo (evoluzione dei classici dell'antica medicina greco-romana). È in questo contesto che prende voce in Europa, soprattutto in Germania, la naturopatia occidentale, intesa come disciplina organica esercitata in forma professionale.
Jean Jacques Rousseau invece struttura con il suo pensiero le basi filosofiche della naturopatia: vita semplice e tranquilla a contatto con la natura.
Shoenenberger (1865-1933), Germania, professore e rettore dell'Istituto Universitario di Idroterapia che ribattezza Clinica Universitaria per la vita e cura naturale, è il primo a portare in ospedale la naturopatia e a sistemizzare le terapie naturopatiche in forma clinica ufficiale (è un grande estimatore di Vincent Priessnitz).
J. Thomson e Stanley Lief sono invece i due maggiori naturopati inglesi, sottolineano l'importanza del digiuno, della regolarità intestinale, dei bagni caldi e d'aria fresca, riposo a letto... e succo d'arancia, anche per 72-93gg nella cura dell'artrite reumatoide e dell'anemia. Applica tecniche neuromuscolari (NMT) e Leon Chaitow è attualmente un rappresentante di queste tecniche.
Arno R. Koegler, Canada, nato in Sassonia 1898, è il modello di ispirazione della nuova generazione di studenti di naturopatia.
Naturopatia tradizionale e medici naturopati [modifica]
Ci sono due gruppi definiti naturopati. Essi sono:
Naturopati tradizionali
Medici naturopati (o naturisti)
Naturopati tradizionali [modifica]
I naturopati tradizionali si autodefiniscono cultori di tradizioni curative antenate. Lasciano volentieri alla medicina ufficiale la cura di traumi, disordini genetici e congeniti, infezioni, neoplasmi e tutte le malattie e disordini acuti. Si astengono dal fare diagnosi nosologica.
Si autodefiniscono per questo motivo complementari e usano le più svariate tecniche e metodi alternativi. Il naturopata tradizionale applica consigli dietetici e sullo stile di vita, combinati con cromoterapia, cromopuntura, floriterapia di Bach, aromoterapia, lavoro corporeo, esercizi spirituali e mentali, ecc.
Lavora con persone che desiderano gestire la loro salute con questi mezzi, e non, o meno, con ammalati clinici.
Inoltre usa rimedi non specifici per determinate patologie perché il fulcro dell'attenzione di un naturopata professionista non è il disturbo ma l'unità psico-bio-spirituale del soggetto che presenta un determinato squilibrio.
Medici naturopati o naturopathic doctors [modifica]
I Medici naturopati (o medici naturisti o naturopathic doctors) hanno una licenza o una registrazione, basata su studi in medicina biologica occidentale. Curano prevalentemente malattie e disagi cronici e banali e disordini psicosomatici. I loro strumenti terapeutici sono prevalentemente:
fitoterapie
iridologia: esistono decine di specializzazioni (Iridologia terapeutica, fisica, sclerologia, ecc.)
manipolazioni corporee (p. e. osteopatia)
nutriterapie (p. e. terapie ortomolecolari)
idroterapia (p. e. terapie Kneipp)
omeopatia classica o complessa
Certi si dedicano anche all'agopuntura
Massime basilari di naturopatia [modifica]
Sostenere le forze auto-guaritrici dell'organismo
Identificare e curare la causa del disagio o della malattia
Primum nihil nocere (tradizionalisti) oppure il minor danno (medici naturopati).
Curare la persona e non la malattia
Fungere come insegnante del corretto stile di vita
Prevenire le malattie
Sostenere i metodi di auto-guarigione dell'organismo [modifica]
L'organismo dispone di strumenti di auto-guarigione, p. e. nel sistema immunitario, plasticità nervosa, rigenerazioni tessutali e altri. Il naturopata ha il compito di sostenerli.
Identificare e curare la causa del disagio o della malattia [modifica]
La causa della malattia o del disagio deve essere rimossa per arrivare a una completa guarigione. Può avere diverse radici: fisiche, chimiche, metaboliche, genetiche, emotive, sociali, mentali, spirituali e altri. Il naturopata oltre a curare i sintomi, si impegna, quando è possibile, a rimuovere le cause del malessere cercando di identificarle.
Primum nihil nocere oppure il minor danno [modifica]
I naturopati tradizionalisti che seguono un codice deontologico della categoria insistono sul "nihil nocere", cioè utilizzano esclusivamente metodi privi di controindicazioni per cui si astengono dai casi clinici dove potrebbe sorgere aggravamenti nocivi per il cliente. I medici naturopati valutano il minor danno per il paziente tra malattia e cura, al prezzo di ritenersi responsabili in caso di errore o di valutazioni contrastanti.
Curare la persona integralmente [modifica]
I naturopati si dissociano dalla visione specialistica della medicina ufficiale che cura sistemi, organi e malattie presi singolarmente e si oppone alle cure che coinvolgono la persona in tutte le sue dimensioni fisiche, emotive, mentali e spirituali.
Fungere da insegnante [modifica]
Un ruolo importante del percorso fatto insieme al naturopata è quello di educare la persona a capire:
il perché della sua malattia
i fattori che la stimolano e quelli che la inibiscono
gli strumenti per agire e reagire a loro
Questa cooperazione può portare il paziente ad autogestione della propria salute.
Prevenire [modifica]
Il sostenere l'omeostasi, più che il combattere la malattia, è un traguardo ambizioso del naturopata. Questo richiede una consapevolezza individuale, basata sul riconoscimento delle caratteristiche psico-bio-spirituali e degli errori di stile di vita di un determinato organismo, in un dato contesto sociale.
Valutazioni [modifica]
Un crescente numero di pazienti nelle nazioni benestanti cercano sostegno nella medicina naturopatica e da naturopati, in seguito a quello che chiamano "il decadimento della medicina occidentale". La maggior parte di loro si serve sia della medicina ufficiale per patologie cliniche, sia della naturopatia per malattie croniche, psicosomatiche, disturbi irrisolti, sintomi ricorrenti non spiegati dalle metodiche convenzionali, prevenzione e istruzione sanitaria. La medicina ufficiale è critica riguardo la medicina naturopatica, perché ritiene che i mezzi utilizzati dalla medicina "alternativa" non siano appropriati per la cura di patologie con prognosi severa.
Ci sono due gruppi definiti naturopati. Essi sono:
Naturopati tradizionali
Medici naturopati (o naturisti)
Naturopati tradizionali [modifica]
I naturopati tradizionali si autodefiniscono cultori di tradizioni curative antenate. Lasciano volentieri alla medicina ufficiale la cura di traumi, disordini genetici e congeniti, infezioni, neoplasmi e tutte le malattie e disordini acuti. Si astengono dal fare diagnosi nosologica.
Si autodefiniscono per questo motivo complementari e usano le più svariate tecniche e metodi alternativi. Il naturopata tradizionale applica consigli dietetici e sullo stile di vita, combinati con cromoterapia, cromopuntura, floriterapia di Bach, aromoterapia, lavoro corporeo, esercizi spirituali e mentali, ecc.
Lavora con persone che desiderano gestire la loro salute con questi mezzi, e non, o meno, con ammalati clinici.
Inoltre usa rimedi non specifici per determinate patologie perché il fulcro dell'attenzione di un naturopata professionista non è il disturbo ma l'unità psico-bio-spirituale del soggetto che presenta un determinato squilibrio.
Medici naturopati o naturopathic doctors [modifica]
I Medici naturopati (o medici naturisti o naturopathic doctors) hanno una licenza o una registrazione, basata su studi in medicina biologica occidentale. Curano prevalentemente malattie e disagi cronici e banali e disordini psicosomatici. I loro strumenti terapeutici sono prevalentemente:
fitoterapie
iridologia: esistono decine di specializzazioni (Iridologia terapeutica, fisica, sclerologia, ecc.)
manipolazioni corporee (p. e. osteopatia)
nutriterapie (p. e. terapie ortomolecolari)
idroterapia (p. e. terapie Kneipp)
omeopatia classica o complessa
Certi si dedicano anche all'agopuntura
Massime basilari di naturopatia [modifica]
Sostenere le forze auto-guaritrici dell'organismo
Identificare e curare la causa del disagio o della malattia
Primum nihil nocere (tradizionalisti) oppure il minor danno (medici naturopati).
Curare la persona e non la malattia
Fungere come insegnante del corretto stile di vita
Prevenire le malattie
Sostenere i metodi di auto-guarigione dell'organismo [modifica]
L'organismo dispone di strumenti di auto-guarigione, p. e. nel sistema immunitario, plasticità nervosa, rigenerazioni tessutali e altri. Il naturopata ha il compito di sostenerli.
Identificare e curare la causa del disagio o della malattia [modifica]
La causa della malattia o del disagio deve essere rimossa per arrivare a una completa guarigione. Può avere diverse radici: fisiche, chimiche, metaboliche, genetiche, emotive, sociali, mentali, spirituali e altri. Il naturopata oltre a curare i sintomi, si impegna, quando è possibile, a rimuovere le cause del malessere cercando di identificarle.
Primum nihil nocere oppure il minor danno [modifica]
I naturopati tradizionalisti che seguono un codice deontologico della categoria insistono sul "nihil nocere", cioè utilizzano esclusivamente metodi privi di controindicazioni per cui si astengono dai casi clinici dove potrebbe sorgere aggravamenti nocivi per il cliente. I medici naturopati valutano il minor danno per il paziente tra malattia e cura, al prezzo di ritenersi responsabili in caso di errore o di valutazioni contrastanti.
Curare la persona integralmente [modifica]
I naturopati si dissociano dalla visione specialistica della medicina ufficiale che cura sistemi, organi e malattie presi singolarmente e si oppone alle cure che coinvolgono la persona in tutte le sue dimensioni fisiche, emotive, mentali e spirituali.
Fungere da insegnante [modifica]
Un ruolo importante del percorso fatto insieme al naturopata è quello di educare la persona a capire:
il perché della sua malattia
i fattori che la stimolano e quelli che la inibiscono
gli strumenti per agire e reagire a loro
Questa cooperazione può portare il paziente ad autogestione della propria salute.
Prevenire [modifica]
Il sostenere l'omeostasi, più che il combattere la malattia, è un traguardo ambizioso del naturopata. Questo richiede una consapevolezza individuale, basata sul riconoscimento delle caratteristiche psico-bio-spirituali e degli errori di stile di vita di un determinato organismo, in un dato contesto sociale.
Valutazioni [modifica]
Un crescente numero di pazienti nelle nazioni benestanti cercano sostegno nella medicina naturopatica e da naturopati, in seguito a quello che chiamano "il decadimento della medicina occidentale". La maggior parte di loro si serve sia della medicina ufficiale per patologie cliniche, sia della naturopatia per malattie croniche, psicosomatiche, disturbi irrisolti, sintomi ricorrenti non spiegati dalle metodiche convenzionali, prevenzione e istruzione sanitaria. La medicina ufficiale è critica riguardo la medicina naturopatica, perché ritiene che i mezzi utilizzati dalla medicina "alternativa" non siano appropriati per la cura di patologie con prognosi severa.
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